Quando feci questa foto, era il 15 novembre 2008. Manco ci credevo particolarmente che mi sarei trasferita a 600 km da casa, forse all'epoca era solo un pensiero fatto tanto per non concentrare la mente sui mesi a venire.Il 15 novembre 2008 avevo una laurea in meno, un anno anagrafico in meno, qualche conoscente in meno e forse anche qualche chilo in meno, ma le canzoni del nuovo album di Tiziano Ferro già le sapevo tutte a memoria (e questo lo dico volutamente per farmi prendere per il culo, eh).
Setti mesi fa volevo cambiare qualcosa della mia vita e volevo provare a cambiarla cominciando dal posto dove ho scattato questa foto. Al momento c'è ancora un cartello grosso così con su scritto "Work in Progress", ma mettiamoci un pò di fiducia, su su. Tutti continuano a ripetermi che sono stata coraggiosa ad armarmi e partire, senza avere la minima idea di come si facesse a cercare casa o a cambiare ambiente di studio dopo quattro anni di sconfitte e vittorie condivise con le solite persone, che di mese in mese si rimescolavano tra loro con l'aggiunta di qualche volto nuovo ma che poi si sapeva che eravamo sempre noi. Tutte le mattine la sveglia alle 6/6:15 perchè se perdi anche solo un minuto sei fottuto sulla tangenziale di Napoli; ora mi sveglio con calma un'ora prima delle lezioni ed in dieci minuti a piedi sono in facoltà. Posso mangiare quello che mi pare a che ora mi pare; certo, il fisico ne risente e si vede ma tanto è una settimana che ogni sera, puntuale alle 19, mi metto in tuta e scarpette e vado a correre per un'oretta (che, in realtà, mi faccia 10 minuti di corsa e 50 di camminata è un dettaglio...). Poi gli autobus sono efficienti e puntuali, mica come l'R2 che è solo un miraggio; inoltre, se hai il portatile e vai nel centro storico, come ad esempio Piazza Maggiore, puoi utilizzare tre ore al giorno di connessione wireless gratuita in quanto studente dell'UniBo, mica come a Napoli che se ti metti col portatile a piazza del Plebiscito 1) non hai una rete wireless disponibile; 2) non hai un portatile dopo 2 minuti, e manco un cellulare, e manco un orologio, e manco una borsa.
Ovviamente non sto certo sputando merda sulla mia città natale, anche perchè mi conosce sa che sono terrona inside, e fiera d'esserlo tra l'altro. Ho solo scritto un elenco delle cose a cui penso in continuazione quando mi manca tremendamente l'aria di casa. Togliendo gli affetti, che se penso a quelli è la fine.









Finalmente.........Finalmente.........

Non sono e credo non sarò mai un'espertona di cinema, quindi lascio agli addetti del settore commenti da un punto di vista scenografico o registico. Ma la domanda che mi sono posta ad un certo punto è stata: quanto può essere terribile la sensazione di desiderare ardentemente la morte di qualcuno per avere in cambio salva la propria vita? E' stato un interrogativo che mi ha attraversata solo per un attimo, ma che mi ha lasciato un amaro in bocca non indifferente. Da che parte stare? Dove andare ad immedesimarsi? Dove andare a ricercare la giustizia, da quale punto di vista? E quanto grande può essere il dolore che ruota intorno all'incontro-scontro tra Thanatos ed Eros, due entità agli opposti di uno stesso cerchio che li rende, per questo, profondamente dipendenti?
Eh beh. Sette ore e questo 2008 sarà finito.
Ed allora parte un'affannosa quanto inutile voglia di indagare, di sapere. Ma più si scava, più aumentano le domande. E allora basta, si spegne il cervello. Per adesso.
Il doblone è stato rubato da esperienze, bologna, napoli, rimembranze
Rotta per trovare questo post