Dal diario del capitano: martedì, 09 giugno 2009
Le due torriQuando feci questa foto, era il 15 novembre 2008. Manco ci credevo particolarmente che mi sarei trasferita a 600 km da casa, forse all'epoca era solo un pensiero fatto tanto per non concentrare la mente sui mesi a venire.
Il 15 novembre 2008 avevo una laurea in meno, un anno anagrafico in meno, qualche conoscente in meno e forse anche qualche chilo in meno, ma le canzoni del nuovo album di Tiziano Ferro già le sapevo tutte a memoria (e questo lo dico volutamente per farmi prendere per il culo, eh).
Setti mesi fa volevo cambiare qualcosa della mia vita e volevo provare a cambiarla cominciando dal posto dove ho scattato questa foto. Al momento c'è ancora un cartello grosso così con su scritto "Work in Progress", ma mettiamoci un pò di fiducia, su su. Tutti continuano a ripetermi che sono stata coraggiosa ad armarmi e partire, senza avere la minima idea di come si facesse a cercare casa o a cambiare ambiente di studio dopo quattro anni di sconfitte e vittorie condivise con le solite persone, che di mese in mese si rimescolavano tra loro con l'aggiunta di qualche volto nuovo ma che poi si sapeva che eravamo sempre noi. Tutte le mattine la sveglia alle 6/6:15 perchè se perdi anche solo un minuto sei fottuto sulla tangenziale di Napoli; ora mi sveglio con calma un'ora prima delle lezioni ed in dieci minuti a piedi sono in facoltà. Posso mangiare quello che mi pare a che ora mi pare; certo, il fisico ne risente e si vede ma tanto è una settimana che ogni sera, puntuale alle 19, mi metto in tuta e scarpette e vado a correre per un'oretta (che, in realtà, mi faccia 10 minuti di corsa e 50 di camminata è un dettaglio...). Poi gli autobus sono efficienti e puntuali, mica come l'R2 che è solo un miraggio; inoltre, se hai il portatile e vai nel centro storico, come ad esempio Piazza Maggiore, puoi utilizzare tre ore al giorno di connessione wireless gratuita in quanto studente dell'UniBo, mica come a Napoli che se ti metti col portatile a piazza del Plebiscito 1) non hai una rete wireless disponibile; 2) non hai un portatile dopo 2 minuti, e manco un cellulare, e manco un orologio, e manco una borsa.
Ovviamente non sto certo sputando merda sulla mia città natale, anche perchè mi conosce sa che sono terrona inside, e fiera d'esserlo tra l'altro. Ho solo scritto un elenco delle cose a cui penso in continuazione quando mi manca tremendamente l'aria di casa. Togliendo gli affetti, che se penso a quelli è la fine.

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Dal diario del capitano: mercoledì, 18 marzo 2009
Finalmente.........Finalmente.........
Dottoressa in Ingegneria delle Telecomunicazioni.
Beh, che dire.
Contenta del voto.
Contenta di chi c'era.
Contenta della sorpresa che le mie zie mi hanno fatto trovare a casa... Ovvero i palloncini rossi pieni di elio con sopra scritto 'Laurea', il tavolo con lo champagne ed i confetti.
Ed i 22 bouquet di fiori che sono arrivati...
Ed io che alle cinque ero sveglia ma anche all'una e mezza, alle due e mezza, alle quattro meno un quarto... Quando poi sono andata a letto a mezzanotte.
E ieri a ripetere diecimila volte la tesi.
Ed oggi che non ho pranzato perchè ho lo stomaco chiuso e non ho fame.
Ed il vuoto dentro... Ed il misto di sensazioni di ieri.
Ed il momento della proclamazione: non potete immaginare cosa voglia significare avere fra le prime persone da abbracciare tre compagni che hanno condiviso con me la tensione degli ultimi giorni.
Indescrivibile.
And I'm so proud of myself.
Insomma, andata la triennale... Ora qualche giorno di pausa al mio neurone (che stamattina, verso ora di pranzo, ho immaginato stremato e tramortito con la lingua da fuori...) e poi si ricomincia. Verso il traguardo finale.
Cosa è cambiato, adesso?
Beh, il fatto che quando il parcheggiatore abusivo mi chiamerà "Ngignè" stavolta sarà per davvero.

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Dal diario del capitano: venerdì, 16 gennaio 2009
Non sono e credo non sarò mai un'espertona di cinema, quindi lascio agli addetti del settore commenti da un punto di vista scenografico o registico. Ma la domanda che mi sono posta ad un certo punto è stata: quanto può essere terribile la sensazione di desiderare ardentemente la morte di qualcuno per avere in cambio salva la propria vita? E' stato un interrogativo che mi ha attraversata solo per un attimo, ma che mi ha lasciato un amaro in bocca non indifferente. Da che parte stare? Dove andare ad immedesimarsi? Dove andare a ricercare la giustizia, da quale punto di vista? E quanto grande può essere il dolore che ruota intorno all'incontro-scontro tra Thanatos ed Eros, due entità agli opposti di uno stesso cerchio che li rende, per questo, profondamente dipendenti?
Flashback, ed indietro nel tempo di sei anni... Muccino nella mia vita da una parte del cerchio. E la speranza forte di non trovarmi anche dall'altra parte, in futuro.

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Dal diario del capitano: mercoledì, 31 dicembre 2008
Eh beh. Sette ore e questo 2008 sarà finito.
I celeberrimi post di "bilancio" dopo un pò annoiano, anche perchè magari si finiscono col bilanciare le ultime cose o quelle più forti, tralasciando le cosucce più piccole o quelle che abbiamo vissuto magari nei primi mesi.
Ma cercherò di spendere due paroline al riguardo.
Se penso all'anno che sta andando via, la prima cosa che mi viene in mente è la parola "viaggio".
Il 2008 è stato l'anno dei viaggi, fisici e spirituali. E' stato l'anno dell'Inghilterra e di Londra, che mi rimarranno sempre nel cuore.
E' stato anche l'anno delle persone, di chi è uscito rumorosamente oppure è entrato in punta di piedi nella mia vita. Sicuramente, è stato l'anno in cui sono stata più impaziente nel gestire i rapporti con le persone... Sì: 'impaziente' è il termine esatto.
Perchè tra un pò faccio 24 anni e blablabla... Vero. Ma, presto o tardi, per chiunque arriva il tempo in cui ci si accorge che i rapporti mandati avanti 'tanto per' non valgono la pena di essere coltivati.
Io ho sempre coltivato. Tanto, tutto, troppo. Ho detto 'basta'. E se è pur vero che le persone a me più care non saranno d'accordo con quanto sto scrivendo, è anche vero che mi devono riconoscere un cambiamento.
Ho avuto man mano meno tempo da dedicare agli altri, ma non arriverò mai al punto di non dedicarne per niente. Questo è quello di me che non cambierà mai. Credo. Dal momento che, allo stesso modo in cui dopo anni ed anni si capisce che le persone non sono sempre quello che sembrano, può accadere che dopo una vita di convivenza con noi stessi non riconosciamo più la nostra immagine allo specchio. La mia bambolina voodoo pirata!Ed allora parte un'affannosa quanto inutile voglia di indagare, di sapere. Ma più si scava, più aumentano le domande. E allora basta, si spegne il cervello. Per adesso.
Dal 2009 pretendo molto, laddove il verbo 'pretendere' mi fa pensare a quando un bimbo batte i piedi per terra perchè vuole qualcosa. Mi rimboccherò le maniche per quanto io possa farlo e cercherò di mettercela tutta, fino all'ultimo.
Amo il blu ed amo i pirati, ed in camera ho una bambolina voodoo vestita da pirata, con magliettina a righe nere e blu, che porta un bigliettino. Il quale recita: "Non ci sono battaglie perse: sarai sempre pronto a combattere."
Ed io voglio crederci.
Buona fine e buon principio a tutti.

ut0pia ha trovato il tesoro nascosto alle 17:54
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Dal diario del capitano: lunedì, 22 dicembre 2008
  1. Tenere in borsetta SEMPRE una pen drive: da domani, oltre alle solite cianfrusaglie che mi porto dietro quando sono fuori casa, dovrò munirmi anche di quella; ergo, accettasi nuova borsa (non chiavetta usb, badate bene eh... Vado sulle cose più concrete, io) più capiente come regalo di Natale;
  2. non crearsi un account email col nome di personaggio di un videogame... O perlomeno non darlo ad un docente universitario (ebbene sì, l'ho fatto... Ma era il più semplice fra i vari indirizzi che ho), che cerca di indagare che nesso ci sia col nome originale mentre tu non sai che cacchio rispondergli;
  3. evitare i tacchi quando si sa a che ora si arriva ma non a che ora si possa andar via dalla facoltà... Soprattutto quando non si sa con certezza che si dovrà rimanere in un unico dipartimento (e no, non dovevo fare la vecchia baldracca... Solo che mi piacciono gli stivali nei pantaloni e sono un metro ed una Vigorsol, quindi di stivali bassi NON se ne parla). 

ut0pia ha trovato il tesoro nascosto alle 22:27
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